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FantaNews
Gli autogol in Serie B 2024/2025
Quando il destino gioca al contrario, gli sfortunati protagonisti del campionato cadetto
Nel calcio, come nella vita, non tutto va secondo i piani. A volte sei tu a segnare, a volte è il destino a farlo per te — e nella porta sbagliata. Gli autogol sono l’equivalente sportivo di una gaffe in diretta, di una frase mal calibrata detta davanti a milioni di persone, di un errore che resta scritto, anche se involontario. Vediamoli insieme con le accurate statistiche di Fantapiu3.
In questa stagione, il poco invidiabile titolo di “re dell’autogol” va a Przemyslaw Wisniewski, difensore dello Spezia, che ha infilato per ben 3 volte la propria porta. Non c’è ironia nel raccontarlo, solo la consapevolezza che a volte il calcio sa essere crudele.
Wisniewski non è stato un cattivo giocatore. Ha lottato, ha marcato, ha corso. Ma tre deviazioni sfortunate l’hanno trasformato in simbolo di una stagione piena di ostacoli. È l’immagine del difensore che vuole salvare, ma finisce per condannare. Un moderno Sisifo, costretto a spingere il masso e vederlo rotolare indietro, ancora e ancora.
Oltre a Wisniewski, troviamo un lungo elenco di giocatori che hanno segnato una sola volta contro la propria squadra. Non si tratta di malizia, ma di episodi. Spesso tentativi estremi di respingere un tiro, un contrasto scomposto, una deviazione imprevista. Eccoli:
Pietrangeli del Sudtirol, Angeli, Casolari, Kastrati, Carissoni e Matino del Cittadella, Priesta, Cauz e Magnino del Modena, Mangraviti, Casolari, Pieraccini e Daniele Donnarumma del Cesana, Calvani del Brescia, Nedelcearu al Palermo fino a gennaio, Bonini del Catanzato, Florenzi e Micai del Cosenza, Toljan del Sassuolo, Dalle Mura, Martino, Antov e Bianchetti della Cremonese, Festa del Mantova, Reimhart, Rozzio, Meroni e Bardi della Reggiana, Scognamillo del Catanzaro e Marin del Pisa.
Una lista lunga e anonima, che rappresenta la normalità dell’errore. Perché l’autogol, alla fine, è parte integrante del gioco. E chi gioca davvero, chi osa, prima o poi inciampa.
Wisniewski e gli altri non sono calciatori sfortunati. Sono simboli, chi sa leggere tra le righe, forse capirà che l’autogol è semplicemente una parte della vita. La differenza la fa chi, dopo averlo commesso, ha ancora il coraggio di tornare a combattere per la propria squadra.
Fonte foto: Profilo ufficiale Facebook Spezia Calcio
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